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Chissà perché capitano tutte a me!!!

Part I sent by vegy82 and uploaded on data 15/June/2003 08:52:14


Ciao a tutti mi chiamo Max e lavoro come “Tuttofare” in un negozio d’autoricambi a S.S., naturalmente il mio vero incarico è commesso, ma quel negriero del mio capo che mi sfrutta allegramente (2,60€ l’ora per fargli da schiavo e farmi il culo). Si il mio capo, perché la mia avventura comincia proprio da lui. Il mio capo si chiama Morgan ed è pieno di soldi che si è fatto sfruttando i dipendenti ed io sono l’ultimo in ordine cronologico di questi. Mi aveva chiamato perché si doveva prendere le ferie e non doveva di certo andarsene al mare o in montagna a pochi passi, no, lui doveva andare in Messico in un viaggio vinto per aver fatto un ordine enorme di batterie per auto (scarsissime, con cui doveva pacare i clienti!!).

No che mi aspettassi molto da lui, ma un piccolo pensierino dal Messico me lo poteva anche fare… ed invece niente! Una volta tornato a dirigere la bottega il boss si vantava enormente di tutte le gite che aveva fatto specie quelle nelle rovine Azteche e nella giungla circostante. Anche la moglie, Anna, era stata fatta della stessa pasta del marito, è una donna sulla quarantina d’anni, cappelli neri, occhi dello stesso colore, ma molto sciupata (cavolo per risparmiare al minimo evitava tutti i cosmetici ed i centri estetici! W la tirchieria). Morgan ed Anna hanno anche due figlie la più piccola di 10 anni Cla e la grande di 18 Ilary. Ilary era l’esatto contrario dei suoi genitori, era molto carina (anche se un po’ stupidella), gli piaceva andare a divertirsi e spendere soldi e con lei andavo molto d’accordo, anche se in negozio c’era di raro perché studiava e perché il padre non la voleva in giro!

Tornando a Morgan e sua moglie si divertivano un mondo a mostrare tutti gli oggetti che hanno acquistato e a mostrarmi le milioni di foto che hanno fatto. Il souvenir preferito di Anna era uno scialle molto strano, infatti, aveva uno strano disegno, vi era disegnato uno strano ragno che attaccava un uomo, quest’uomo era molto piccolo confronto al ragno e non riuscivo a capire se era il ragno ad essere enorme o l’uomo ad essere microscopico. << Strano disegno >> dissi, ed Anna mi rispose << Dovrebbe rappresentare una divinità Azteca >>, ma conoscendo la sua stupidità, pensai subito che fosse la stessa frase che le aveva detto il venditore per convincerla a comprarla!!!

Passarono i giorni e Morgan mi convisse a restare ancora a lavorare nel suo negozio per quella miseria (non sono scemo e che dalle mie parti il lavoro non si trova tanto facilmente). Arrivò il sabato giorno della pulizia del negozio, mancavano qualche minuto prima della chiusura e mentre mi preparavo ad andar via senti quell’odiata domanda <<  Max, non che dai una pulitina alle vetrine? >> << Ma se ne accorge proprio ora? >> pensai, << Si ora lo faccio! >> dissi sconsolato. Presi secchio e spugna ed andai sul retro del negozio a pulire quelle dannate vetrine. In alto a destra colpì la mia attenzione un’enorme ragnatela << Quello, se non gliela tolgo, è capace di chiamarmi a casa e di farmi tornare la sera per togliergliela, e non ho voglia di distruggermi il sabato sera per quest’imbecille >>, pensato ciò presi la spugna, allungai la mano verso la ragnatela e tentai di levarla. Un attimo prima che potessi toccarla il ragno si posa sulla mia mano e mi morse. Il dolore era atroce, mi afferrai la mano con l’altra, mi chinai e chiusi gli occhi.Appena gli riaprii il dolore mi era passato!!! Miracolo!!! Ma come mai? Un attimo prima stavo per morire dal dolore ed un attimo dopo… Puff… il dolore era sparito!

Ma le cose strane non erano finite!! Mi guardai attorno e vidi la vetrina enorme e pensai << Porca, ma per 2,60€ devo pulire tutta questa vetrina? Ma io mi licenzio!!! >>. Ma la vetrina era più grande di quando mi ricordassi, mi guardai intorno e tutto era cambiato!!! Tutto era enorme, anzi ero io che mi ero ridotto alla minima dimensione di 1 cm circa!!! Era stato quel morso del ragno!!! Proprio in quell’istante il ragno calò con un filo accanto a me. Era enorme!! Allora mi venne in mente il disegno rappresentato nello scialle di Anna. Allora collegai tutto. Dal suo viaggio Morgan aveva portato involontariamente questo ragno esotico tipico della popolazione Azteca, il ragno aveva di certo viaggiato nella valigia o fra le sue cose. Lo sapevo, quando mi trovo nei guai, in qualche modo centra sempre lui, è la mia rovina!!!!Il ragno enorme era bruttissimo e mi fissava con i suoi otto occhietti, capivo che si preparava a fare qualcosa, qualcosa che a me non piacerà!!!

Vidi un pezzo di un graffetta lo presi in mano e lo usai come spada, guardai in uno degli occhi del ragno e gli dissi << Affronta! >>. Lui mi guardava con uno sguardo beffardo, un altro po’ e si metteva a ridere (sempre se non lo stava gia facendo, non capisco quando i ragni ridano!!!), in effetti ero un po’ ridicolo come pensavo di fargli paura in quelle dimensioni? Ecco il ragno si prepara a saltarmi a dosso, ma ad un tratto il cielo si fa scuro sento un boato e poi l’oscurità e dopo qualche attimo riecco la luce, guardai verso il ragno e ne rimaneva ben poco, era una macchietta nerastra sul marciapiede. Era, infatti, passata una bella ragazza che calzava delle scarpe con i tacchi a spillo ed il tacco era andato proprio a schiacciare quello sporco ragno, lasciando a me intatto tra il tacco ed il resto della suola. Mi avvicinai al cadavere del ragno e cominciai a sputarlo ed a fargli varie parolacce con le mani e le braccia << Tò stronzo, hai visto che con me non puoi competere!!! >>. Una volta fatto ciò, mi girai verso la ragazza che mi aveva salvato la vita e gli dissi << Ehi, grazie!!! >>, ma pensai subito << Col cazzo che mi sente, sono alto come una formica e dubito che mi senta >>, invece la tipa si gira e mi disse << Di che? Che strano non c’è nessuno!!! Me lo sarò sognata!!! >>. E vai la situazione non è poi così tragica, almeno posso farmi sentire, ma chi posso chiedere aiuto? Chi può aiutarmi? << Certo, chi se non lei!!! Teto studia storia delle antiche civiltà all’università e può di certo aiutarmi!!! >>. Teto è la mia ragazza, veramente si chiama Rita, ma io in confidenza la chiamo così perché è una bellissima ragazza prosperosa, molto ben formata di corpo e anche molto intelligente. Ma come ci arrivo a casa sua a Ser.? A 18 km da qui! Mentre ero assorto nei miei pensieri la terra comincia a vibrare sotto i miei piedi. << Posso provare a chiedere aiuto ora! Ma non si sa mai, potrebbe essere quell’idiota di Morgan e non voglio che mi veda in queste condizioni (sempre se mi vede)! E’ meglio che mi nasconda! >>. Prima, quando ero alle prese col ragno, non ci avevo fatto caso, ma la maestosità di queste gigantesse è notevole, se dovessi finire sotto i loro piedini farei la fine del ragno, un ricordo o sul marcia piede o sotto la suola della sua scarpa. La gigantessa mi passò molto vicino e notai il suo immenso piede che sporgeva dall’immensa scarpa aperta. << Ma quella è Ilary >> pensai, << Ilary, Ilary sono Max, sono qua giù >>, Ilary si girò ma non mi vide << Max, piantala di farmi dei tuoi soliti scherzi esci fuori! >>, << Prova a guardare in basso vicino alle tue scarpe >>. Finalmente mi vide, si chinò e mi porse la mano in modo che io salissi. Ilary aveva delle mani molto sottili e delicate, ma dal mio punto di vista erano immense e potevano schiacciarmi come se niente fosse. << Max ma come hai fatto a ridurti così, cosa siamo in un film di fantascienza? >>, << Macché è tutto vero, è colpa di un ragno che è venuto con i tuoi dal Messico, ma ti spiego più tardi, ora mi devi aiutarmi, l’unica che mi può dare una mano e Tet…ehm Rita la mia ragazza, mi devi portare a Ser! >>, << Ma come faccio? Papà la macchina non me la lascia così facilmente, già lo sai com’è! >>, << Fai come ti dico, digli che ti ho invitato a casa mia e che la benzina per la macchina te la metto io, che poi andiamo a fare un giro! >>. Ilary fece esattamente come gli dissi e Morgan ne fu contento perché, così, aveva una bocca in meno da sfamare, anche se mi fece piacere il suo ultimo commento << Guarda che Max come genero non lo voglio!! >>. Partimmo, io ero mi feci posare nel sedile affianco a quello di guida, che viste le mie ridotte dimensioni, mi sembrava una vasta prateria, durante il viaggio le spiegai tutto quello che mi era successo e le mie conclusioni.

Arrivammo a Ser., ma Rita non era ancora rincasata, quindi l’aspettammo. Non tardò molto e Rita arrivò, Ilary scese velocemente dall’auto e si diresse verso di lei << Scusa, tu sei Rita? >>, << Si, tu chi sei? >>, << Ciao mi chiamo Ilary, mi hanno detto che sei brava a risolvere i problemi, il mio, che fra poco diventerà anche tuo, è in macchina >>. Tornarono da me e quando Rita mi vide disse << Max, sei veramente tu, amore? Che ti hanno fatto? >>, << E’ una storia un po’ lunga fammi entrare con te in casa, che non mi sembra il caso che ne parliamo in strada, e se mi vedesse qualcuno, non penso che passerei inosservato!! >>. Detto ciò salì nella manona di Rita. La sopra, nonostante sapevo che anche lei mi avrebbe potuto distruggere quando volesse, io mi sentivo al sicuro, sapevo che non mi avrebbe mai fatto del male, e nonostante avesse la mano sudata sentivo il suo dolce profumo. << Ilary, ti ringrazio per averlo portato qui, ora ci penso io! >>, << Ti ringrazio tanto anche io, senza di te non saprei come avrei fatto!! >>, le dissi. << Ok, ok, vi lascio da soli! Max, spero di vederti lunedì a lavoro come sempre ok? Intendo in dimensioni normali!!! >>. Detto ciò, Ilary mise la prima e partì. Intanto io e Rita entrammo in casa, il giorno doveva pranzare da sola, perché i suoi erano fuori, io lo sapevo perché saremmo dovuti andare al mare assieme subito dopo pranzo. Rita mi posò delicatamente sul tavolo. Da quella prospettiva non l’avevo mai vista, ma anche se era immensa confronto a me, era bellissima, forse anche più del solito. Rita ha 20 anni, uno in meno di me, lunghi cappelli neri che gli arrivavano fino a mezza schiena, una facciotta tonda e due perle al posto degli occhi, un fisico bellissimo, un bel seno prosperoso e sodo ed anche un bel sederino, ma la cosa che ammiravo di più sono i piedi, li considero perfetti, ed ora che ho l’altezza di una formica li vedo sempre così, perfetti, immensi e potenti, infatti, appena arrivata in casa si è messa comoda con un paio d’infradito che mostravano quelle bellezze. Mentre l’ammiravo gli raccontai punto per punto quello che mi era successo.

<< Allora amore mio, mi puoi dare una mano, magari un antidoto strano??? >>.  Lei andò in camera sua e tornò con un grosso libro intitolato MITI E LEGGENDE ATZECHE. << Mi sembra di aver letto qualcosa riguardante un ragno… Ecco! Guarda quest’immagine! >>.  Mi feci sollevare fino al libro e vidi che l’immagine era la stessa dello scialle di Anna. << Tu, caro amore mio, sei vittima del Ragnus Rimpicciolutores! >>, << Grazie non abbiamo avuto tempo di fare conoscenza dice qualcos’altro? Magari su come farmi tornare normale!!! >>, << Dice che questo ragno vive solo nella foresta messicana e che veniva usata come punizione dalle donne locali quando gli uomini le trattavano con particolare disprezzo o che subivano un grande oltraggio! Era disposto così dalle legge degli dei, in particolare della dea Huranuia, protettrice delle femministe. Qui dice anche, secondo gli studiosi, che il morso del ragno causa un forte dolore e delle allucinazioni e che quindi è per questo che gli uomini morsi credevano di essere rimpiccioliti >>, << Ma chi è che ha scritto certe boiate??? Io sono un’allucinazione??? Senti, dice dell’altro? >>, << Si dice anche come fare gli uomini potevano tornare normali, almeno secondo la leggenda! >>, << Finalmente una buona notizia!!! Non tenermi sulle spine dimmi!!! >>. Rita cambiò sguardo ed impallidì, alzo gli occhi da quel libro, mi guardò e mi sorrise, ma sapevo benissimo dalle sue precedenti espressioni che non diceva nulla di buono.

<< Max, devi superarare sei prove! >>, << Che genere di prove? >> gli dissi intimorito. << 1. Uccidere il ragno… >>, << Bè questa l’ho fatta! >>, << Si, aspetta che ti legga anche le altre prima di esserne felice… 2. Pioggia e tempesta devono cadere della donna, pioggia e tempesta di rifiuto… 3. La donna deve raggiungere l’estasi, sottomettendo l’uomo al massimo… 4. Le montagne della donna devono sommergere l’uomo… 5. L’uomo deve salvarsi dalla fame delle donna… 6. Caccia! L’uomo deve salvarsi dalla caccia della donna e delle sue immensità! >>, << Toglimi una curiosità! Il libro dice, per caso, se si è mai salvato qualcuno? >>, << Nessuno! >>. Rita mi guardava con pietà, aveva capito pienamente la mia situazione e i miei sentimenti. << Bè, preferisco essere schiacciato da te che da qualcun altro o magari di essere divorato da qualche insetto! >>, << Dai non buttarti giù! Ma certo è chiaro che non si è mai salvato nessuno!!! >>, << Spiegati meglio! >> gli dissi. << Ricordiamoci che il boia di queste prove, era una donna che aveva subito un torto immenso e quindi aveva tutte le intenzioni di uccidere l’uomo!!! Io, che devo eseguire la sentenza, non ho alcun risentimento nei tuoi confronti, anzi ti amo e non potrei mai farti del male, e per farti tornare normale è sufficiente che tu superi tutte le prove, non ce scritto da nessuna parte che io ti devo odiare!!! >>, era così contenta di quello che mi diceva che il suo sorriso m’illuminava, come ogni volta che mi sentivo giù. E’ fantastica! << Proviamoci!!! >>, dissi, aveva risvegliato la forza di volontà che si era assopita in me!

Visto che avevo già superato, involontariamente, la prima prova passammo subito alla seconda. Ahimè il testo, se pur contorto era abbastanza chiaro: dovevo resistere sotto la pipì e gli escrementi di Rita! Come fare? Andammo in bagno, dove lei mi promise che avrebbe fatto di tutto per farmi vincere la prova e cominciammo. Mi posò sul bidè, dopo aver chiuso lo scarico e si levò i pantaloni ed inseguito le mutandine. Riconoscevo il suo culetto sodo anche se era di dimensioni assurdamente grandi, Rita si sedette sopra il bidè oscurandomi quasi completamente. << Cominciamo? >> mi disse e con un freddo ed impaurito << Si >> risposi io. Comincia la sua pipì che scendeva velocemente con un rumore di una cascata impetuosa ed io mi lasciai travolgere, fortunatamente sapevo nuotare anche se non era proprio come il mare dove nuotavo io. Arrivò il momento in cui doveva sganciare gli escrementi ed era la parte che più temevo, se Rita non dovesse riuscire a regolare sia la mira, sia le dimensioni sarei potuto essere schiacciato sotto una montagna di M…a! Rita azzeccò le dimensioni, ma la mira no, i pezzetti erano come meteore che piovevano dal cielo e fui costretto ad immergermi nel mare di pipì per potermi salvare! Alla fine di tutto sganciò anche un po’ d’aria << Scusa, non sono riuscita a trattenermi del tutto! Stai bene? >> mi disse << Ho un odoraccio, ma fisicamente sto bene >>. Detto ciò la seconda prova era superata, Rita mi prese e mi lavò per benino.

<< La terza prova io ti posso aiutare pochissimo, dipende tutto da te! La prova è chiara: devo arrivare all’orgasmo e sicuramente in quelle dimensioni non puoi riuscirci col metodo normale!!! Devi entrare dentro di me >>, diciamo che è sempre stato il mio sogno vedere Teto da dentro, ma non credevo che si potesse avverare. << Una volta che sei dentro io ti indicherò il punto che mi farà più piacere… >>, << Non ti preoccupare so come fare!!!! >>, << Si lo so, ma stai attento a quando vengo! Sarai travolto da un’onda anomala…!!! Farò in modo di espellerti subito. >> , detto ciò si sedette in terra con le gambe aperte, io ero in mezzo, era immensa più di una montagna ed io sembravo Indiana Jones che deve esplorare l’antro della montagna! << Allora io vado, speriamo che faccia in fretta!!! >>, << Non mettermi fretta! >> mentre disse ciò mi strizzo l’occhiolino!

Entrai. Dentro era tutto molto umido ed acquoso con forte odore acre, era tutto già bagnato, nonostante tutto si vedeva che la cosa l’eccitava parecchio!!! Arrivai in fondo della “galleria” e cominciai a sfregarmi contro il clitoride con tutte le mie forze e dalle contrazioni che avvertivo, si vedeva che stavo facendo bene. Dopo cinque minuti di sfrenate fregature venne. Una grande onda bianca mi sommerse e sentivo distintamente i gemiti di Teto. Venni spinto fuori, dove ad aspettarmi c’era la mano gigante di Rita con un fazzolettino. Dopo qualche attimo, in cui Rita si riprese, feci un altro bagnetto con dell’acqua pulita.

Ero l’ora della quarta prova che mi sembrava la più semplice e bella di tutte. Ammettiamolo a chi non piacerebbe essere fra i seni prosperosi di una bellissima ragazza? Se ne sei innamorato ancora di più! Mi prese con due dita e mi posò nel suo bel seno, sorretto da uno splendido reggiseno viola. Stavo in paradiso! Ma la prova voleva che Rita dovesse sommergermi con il suo immenso seno ed allora fece una leggerissima pressione. Ma sbaglio dosando la forza e sentivo queste immensità che si stringevano sempre di più mi stavano pressando in una maniera assurda il dolore era immenso e Rita allentò la stretta subito dopo che mi sentì gridare. << Amore scusami, stai bene? Non sono riuscita a dosare la forza! Ti prego perdonami! Dimmi che stai bene >>, io le risposi ansimando << Lo rifacciamo? >>, li Teto tirò un sospiro di sollievo e capì che stavo bene.

La quinta prova mi preoccupava tantissimo, perché bastava un minimo errore di Rita, ed io sarei finito disciolto nel suo immenso stomaco o maciullato dai suoi immensi denti.Mi prese con calma e dopo avermi rassicurato con parole dolcissime mi mise dentro le sue immense fauci. Mi posò nella sua lingua bagnata e ruvida, con la quale mi spostò delicatamente a destra ed a sinistra della sua bocca mostrandomi quella straordinaria dentatura, durante quel passaggio mi ero impregnato di saliva. Poco prima che mi tirasse fuori dalla bocca successe un imprevisto: gli andò di traverso la saliva e stava per tossire malamente, ma un attimo prima che ciò accadesse Rita ebbe la prontezza di sputarmi fuori con violenza e fortunatamente mi sputò sulla sua dolce, candida ed immensa mano. Lei si era spaventatissima perché si era accorta del rischio che avevo corso, mentre questa volta ero io a rincuorarla perché a causa della rapidità con cui mi aveva espulso non avevo fatto in tempo a capire nulla.<< Questa è l’ultima prova! Dopo di che dovresti tornare alle tue naturali dimensioni! >>, ormai mi sentivo sicuro che entro poco tempo sarei tornato grande, grazie all’immensità (in tutti i sensi) della mia splendida ragazza.Era a terra vicino hai suoi immensi e poderosi piedi che ricoprivano l’aria di un certo odorino, che in fin dei conti non m’infastidiva per niente. Pensavo che con quell’enorme piede mi poteva schiacciare con immensa facilità sentendo soltanto le mie ossa sbriciolarsi sotto di lei.

Decisi di incominciare e cominciai a correre nella direzione opposta a Rita. Lei stranamente rimase ferma, immobile. << Che fai mi dai vantaggio? >>, gli dissi, ma lei niente. Tutto ad un tratto si mise a correre con violenza verso di me ma non si fermò, mi superò, e vidi che si stava recando a qualche metro (dal suo punto di vista) da me dove c’era una piccola formica. Rita posò il suo immenso piede sopra dell’insetto. Questa scomparve rimanendo attaccata sotto la pianta del suo piede. << Ma che fai? >> gli dissi, <<Agli tesserini inferiori spetta solo questa fine: SCHIACCIATI! Ed adesso tocca a te!>> io rabbrividii, la sua voce era completamente diversa dal solito e il suo sguardo irto di superiorità, di potenza e di disprezzo nei miei confronti. << Rita che ti succede? Che hai? >>, le urlai, la sua risposta non si fece attendere. << Io non sono più Rita, ho preso il suo corpo in prestito io sono la dea Huranuia! Ho preso il possesso di questo corpo perché ci sono stati devi gravissime scorrettezze nell’eseguire la sentenza: quella ragazza ti aiutava! E quindi sono intervenuta io per fare giustizia! >>, sentite queste parole non dissi niente, perché non c’era niente da dire, c’era solo da correre!!! Cercai di scappare il più velocemente possibile, ma mi fu addosso quasi subito bloccandomi la strada col suo immenso piedone. Decisi alla svelta di cambiare strategia ed andai a rifugiarmi sotto un mobile ma la dea Huranuia col corpo di Rita spostò il mobile dove mi ero nascosto, lasciandomi completamente scoperto e con le spalle al muro. << Sei finito! Ti schiaccio! >>, pensai che per me fosse veramente la fine ed allora, quando il piede da moltissime tonnellate era quasi sopra di me urlai << Rita ti amo e ti amerò per sempre ed è un immenso onore finire la mia vita così! >>, detto ciò aspetto il peso enorme sopra di me ed arrivò il boato.Chiusi gli occhi.

Dopo qualche attimo pensai << Il peso era così tanto e la morte così rapida che non ho sentito dolore! >>. Aprii gli occhi. E non potevo credere a quel che vedevo, mi ero salvato! Ero fra l’alluce ed il secondo dito del piedone di Rita!!! << Com’è possibile? Come posso avere sbagliato? >> disse quella dea malefica. Detto ciò urlo ed io tornai alle dimensioni normali, giusto in tempo per prendere Rita in braccio che si stava accasciando a terra.Rita si riprese dopo qualche minuto ed appena mi vide nelle mie normali dimensioni mi abbraccio e mi disse << Tesoro finalmente posso riabbracciarti! >>.Rita mi disse che era stata lei a salvarmi che nonostante fosse posseduta sentiva tutto quello che accadeva all’esterno, ed ha sentito anche il mio grido e concentrandosi al massimo era riuscita ad aprire le due dita poco prima che mi schiacciassero.

Questa avventura è finita, << Meno male che domani è domenica! Mi ci vuole un giorno di pausa dopo tutto quello che mi è successo e soprattutto dopo una settimana di lavoro da Morgan!!! >>.<< Però peccato eri così carino in quelle dimensioni e poi così ti potevo avere sempre con me e ci potevamo divertire… Tanto il modo per tornare normale ormai lo conosciamo bene tutt’e due!!! Mi sa che chiedo ad Ilary se ha ancora qualche Ragnus Rimpicciolutores nascosto da qualche parte in valigia!!! >>,  io la guardai, lei mi sorrise ed io urlai << NOOOOO!!!!! >> e corsi via disperato.

Fine.






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